La nostra paura più profonda

Una poesia di Marianne Williamson resa famosa da una “fake news”.
In moltissimi attribuiscono questa poesia a Nelson Mandela oppure l’attribuiscono al suo discorso di insediamento del maggio 1994, ma non è così. Non importa, rimane una poesia da leggere, rileggere e diffondere.

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La nostra paura più profonda
non è di essere inadeguati.
La nostra paura più profonda
è di essere potenti oltre ogni limite.
È la nostra luce, non la nostra ombra,
a spaventarci di più.
Ci domandiamo: chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso?
In realtà chi sei tu per NON esserlo?
Siamo figli di Dio.
Il nostro giocare in piccolo
non serve al mondo.
Non c’è nulla di illuminato
nello sminuire se stessi cosicché gli altri
non si sentano insicuri intorno a noi.
Siamo tutti nati per risplendere,
come fanno i bambini.
Siamo nati per rendere manifesta
la gloria di Dio che è dentro di noi.
Non solo in alcuni di noi:
in ognuno di noi.
E quando permettiamo alla nostra luce
di risplendere, inconsapevolmente diamo
agli altri la possibilità di fare lo stesso.
E quando ci liberiamo dalle nostre paure,
la nostra presenza
automaticamente libera gli altri.

Non è difficile verificare che queste bellissime parole non sono contenute nel discorso di insediamento di Nelson Mandela del 10 maggio 1994 , basta ascoltare il discorso di Mandela riportato, tra gli altri, dal sito del Corriere della Sera

oppure leggere la trascrizione di quello storico intervento riportato dal settimanale Vita.

Questa poesia è contenuta nel libro A Return to Love di Marianne Williamson, una scrittrice che non conoscevo e che ho scoperto grazie a questa errata citazione. Per cui, una volta tanto, una notizia falsa mi è servita a trovare una nuova importante scrittrice da leggere, seguire, approfondire.

Come si legge su Wikipedia, la Williamson stessa ammette: “Per quanto mi sarei sentita onorata se il Presidente Mandela avesse citato le mie parole, in realtà non lo ha fatto. Non ho idea di come sia nata questa storia, ma sono gratificata del fatto che questo paragrafo sia diventato così significativo per tante persone.”

In realtà la stessa Williamson — si continua a leggere su Wikipedia — ha tratto questo brano da Un corso in miracoli (A Course in Miracles, sigla ACIM in inglese ed UCIM in italiano), un testo ricevuto mediante una sorta di dettato interiore e pubblicato nel 1976 dalla “Foundation for Inner Peace” a opera di due psicologi statunitensi Helen Schucman, (1909–1981), di origini ebraiche, ma che si dichiara atea, e William Thetford (1923–1988) nato e cresciuto da genitori cristiani scientisti.

In ogni modo è una poesia da imparare a memoria e da rileggere nei momenti di difficoltà. Una poesia citata in film come in “Coach Carter” o in corsi di formazione, in libri e in una miriade di siti online. Una poesia che fa star meglio chiunque la reciti perché regala consapevolezza.

Ecco la citazione nel film

Ed ecco l’imperdibile TED Talk di Marianne Williamson sulla rivoluzione dell’amore:

Una sorpresa e un grande piacere scoprire questa donna incredibile, partendo da una citazione errata di una poesia che non è mai stata scritta né citata da Nelson Mandela.

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Marisandra Lizzi

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